predizioni rizomatiche

Agosto 15, 2007 at 10:50 pm | In Alfa | Leave a Comment

Alfa: dopo aver accennato alla potenza di fuoco espressa dal collettivo di viaggio nel preconizzare incidenti di percorso, proseguiamo nell’analitica evoluzione degli eventi.

In acqua. Si nuota nelle cristalline acque di cui queste isole sono ricche. Sempre pronti alla bisogna il collettivo esprimeva dubbi e perplessita’ attorno al potentissimo ciclo di lotte che vediamo stagliarsi all’orizzonte. Subitaneamente il subcomandante Lambda, per allentare la tensione del serrato confronto, incorre in uno dei suoi frequentissimi e lunghissimi amarcord sulle passate esperienze in Cicladinia. Sia io che Mu fingiamo di essere morti a galla. Il Sub com Lambda prosegue imperterrito. Solo verso la fine, visto che il racconto prendeva pieghe pulp, presto attenzione. Lambda ricordava l’azione del 1973 in cui un riccio controrivoluzionario ha tentato di assaltare all’arma bianca – con discreto successo peraltro – la sua fetta destra. Io sghigno immaginando il dolore ma al contempo non esito a mostrare la tracotante ammirazione per come il sub ha estratto con i denti gli aculei portando cosi’ in salvo gli uomini che erano con lui. Faccio due passi e un dolore incredibile pervade il mio corpo. Non riesco a identificare da dove viene. Mu e Lambda pensando ad un attacco stellestrisciante e si fingono insetti stecco. I miei ululati richiamano specie marine sino ad oggi sconosciute. Il verdetto di Lambda e’ implacabile: compagno, un fottuto riccio. Ed ecco che appare nella sua mano destra il terribile kit da piccola sartina. Aghi di differente calibro rigorosamente non sterili. Mu e’ pronto a mettermi tra i denti la sua cinta. Peccato essere borchiata. Dopo essere svenuto piu’ e piu’ volte riesco a supplicare la squadra di non intervenire. A quel punto inizia il supplizio. San Giorgio al confronto stava a pettina’ le bambole. Cerco di farla breve: dopo tre giorni posso dire di essere stato in grado di estrarre il 25 % del cluster riccio. Camminare non e’ un problema quando si puo’ contare su compagni della risma di M. e L.

Per il resto tutto procede secondo i piani stabiliti dalla squadra.

Si mangia in un eccesso fuori dal comune. Il subcom L. insiste nel sostenere che la resistenza fisica acquisibile tramite dilatazioni elefantiache favorisce astrazioni ascetiche che in azione risultano imprescindibili. Si riescono ad udire suoni che solo alcune specie di iguana percepiscono. Alcuni colori divengono talmente vividi da accecare. Ma nel buio catatonico in cui si e’ trascinati dopo il pasto, la mente si estende nello spazio circostante. Tutto vibra e Lambda dice che il risultato di un’azione dipende solo dalle vibrazioni. Fortunamente l’esercitazione ha una fine che, per il rispetto che porto nei confronti dei residuali e stimatissimi lettori, mi astengo dal descrivere.

Domani la crew affrontera’ una dislocazione tattica verso l’isola di schinussa ove si ipotizza la presenza di celestiali creature femminee di provenienza nord europea con socializzazione ipertrofica. Nove km quadri di isola, ripetesi NOVE. Difficile nascondersi in un simile fazzoletto di terra. Non riesco nemmeno ad immaginare le esercitazioni che il Subcom Lambda ha in serbo per noi. Mu e’ convinto che Lambda in fondo ha il cuore tenero. Se ha un cuore. Intanto alle nostre spalle Naxos si ricordera’ di noi. Dopo una giornata sotto un sole implacabile abbiamo allentato la tensione lanciando molliche ai turisti milanesi che assediavano le terrazze piu’ trendy del lungo mare. Tranquillizzo subito i familiari: tutto si e’ svolto senza perdite umane.

Nano nano

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