Le opere e i giorni

Agosto 21, 2007 at 9:15 pm | In lamda | 2 Comments

Lamda: Lo Skopelitis e’ una metafora della vita.
Lo Skopelitis e’ un traghetto che fa avanti e indietro, in estate tutti i giorni, in inverno probabilmente piu’ di rado, tra Naxos ed Amorgos, passando per le cosiddette “piccole cicladi”: Donoussa, Skinoussa, Koufonissia e Iraklia. Qualche buontempone di origine italica considera “isola” anche uno dei tanti scogli che si possono raggiungere a nuoto da queste piccole meraviglie dell’Egeo (scoglio chiamato Kato Koufonissi). Oggi anche un paio di esperte turiste milanesi ce lo ha confermato: solo dei fricchettoni inveterati possono considerare Kato Koufonissi un’isola. Koufonissia quella vera (Pano Koufonissi) e’ oggettivamente piu’ bella. L’abbiamo vista, oggi, dallo Skopelitis. Questo traghetto ha pochi ed essenziali elementi di base: una scritta sulla fiancata che recita “Small Cyclades”, un tipo all’entrata che si occupa di strappare i biglietti, un altro che sgrida i turisti con i bagagli piu’ grandi e poi si piazza al bar a confezionare degli zozzissimi nescafe’ frappe’ all’acqua marina.

Lo Skopelitis va avanti e poi indietro, poi ancora avanti e di nuovo indietro. Tutti i giorni. Sopra le sue panche si siedono greci, italiani, milanesi e francesi. Si alzano e si siedono turchi, cechi, tedeschi, finlandesi. E via, un altro gruppo, altri nescafe’, altri cornetti imbustati senza sapore.
Lo Skopelitis va, lento e sicuro. Parte sempre con un leggero ritardo che recupera lungo il tragitto. Un’ora per passare da un’isola all’altra.
Qualche giorno fa lo Skopelitis l’ho preso due volte in una sola giornata, da solo. Sono dovuto tornare a Naxos, da Skinoussa, per riprendere la mia carta d’identita’, lasciata in deposito ad un giovane truffatore all’apparenza eroinomane che si spacciava per noleggiatore di motorini.
Il viaggio e’ stato istruttivo. Ho potuto assorbire tutti gli afrori dello Skopelitis: da quello dei bagni, privi di qualsiasi forma di sapone e di carta a quelli del turistame variamente disposto tra panche e linoleum da barca. Mentre viaggiavo leggevo “Donnarumma all’assalto”, reportage da una fabbrica anni ‘50 e trovavo quel microcosmo internazionale di turisti distrutti dal sole e dalle attese greche tanto dissimile quanto vicino all’umanita’ operaia descritta da Ottiero Ottieri.
Lo Skopelitis prosegue i suoi viaggi. Come Penelope anche oggi ha tessuto la sua tela, e da Skinoussa ci ha portato ad Amorgos, per poi tornare ancora a Naxos, facendo una lentissima ginkana intorno alle “piccole cicladi”. Come le stagioni, come la vita del cosmo, lo Skopelitis solca sicuro il mare. E finche’ lo Skopelitis solchera’ l’Egeo ci sara’ vita.

2 Commenti »

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  1. Qui la notte fanno 13 gradi e piove ininterrottamente da 5 giorni. Stento a credere che esista un luogo dove in questo momento è estate.

  2. Concordo: la Skopelitis è davvero una delle navi più importanti del Mediterraneo. La presi con il meltèmi forza 5, e lei non fece una piega. Per altro, ha anche la discrezione di servire solo Pano K., proteggendo Kato K. dalla gazzarra milanoide neuroradicale. Io, a Kato K. trovai il mio piccolo Getsèmani, da cui tuffarsi al mattino nell’acqua blu. Ma evidentemente c’è chi preferisce la Milanobene. Kato K. is burning.


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