POST INASPETTATO

Agosto 21, 2007 at 12:35 am | In Alfa | Leave a Comment

Alfa: Sono lieto di annunciare ai nostri amatissimi lettori che e’ arrivato il momento delle critiche (ovviamente garbate) alla fottuta guida gringa della cui inutilita’ sono vieppiu’ convinto. Si prega dunque gli eventuali affezionati (ma ovviamente residuali) estimatori della INUTILITY PLANET di non proseguire nella lettura del presente post. Fatto?

Bene allora si da inizio alle danze: il miope assolutismo debosciato che caratterizza l’opera in questione si e’ nuovamente rivelato con una chiarezza accecante. Il collettivo di viaggio ora si trova a Schinousa, paradiso incontaminato, isola della ricchezza e della fertilita’ dalle enormi potenzialia’ geostrategiche. Tanto per iniziare affrontiamo il problema delle proporzioni: l’acuto autore, su 570 pagine, ha ritenuto dedicare a questo incredibile luogo ben una sola striminzita paginetta. Si’, avete capito, solo una pagina. Certamente e’ il massimo che ha potuto fare risiedendo nell’isola per un solo pomeriggio, peraltro afflitto dal pensiero monomaniacale di tornare a Mikonos e al suo dolce afflato di adolescenti dall’encefalo compromesso. Per questo ha tutta la nostra comprensione.

In ogni caso la guida segnala solo 3 pensioni. Tale carenza informativa ci ha spinti nelle braccia di Nikitas. Trattasi di un simpatico giovanotto senza scrupoli ne’ pensieri tranne quello ossessivo relativo all’affannosa ricerca di mammiferi femminili con cui accoppiarsi. Proprio su questo terreno ha vanamente tentato di instaurare un legame con la scrivente squadra. Egli certamente non poteva in alcun modo sapere che essa e’ composta da coraggiosi anacoreti che nel loro ascetismo hanno (piu’ o meno) scelto di dedicare la loro vita al “vero” e al “giusto” tralasciando i piaceri della carne. In ogni caso Nikitas ci propone un’offerta irrifiutabile vista l’ora tarda: un letto al coperto. Tutto qua’. Infatti la stanza era di 3 mq, piano terra con vista su un mostruoso scheletro di cemento armato che tentava disperatamente di simulare un palazzo in costruzione. Il collettivo non si e’ perso d’animo. Dopo una serie di permutazioni (che grazie al comandante Lambda erano dotate di una solida base scientifica) i nostri corpi si sono incastrati adeguatamente nel cubicolo riservatoci. Alla mattina, dopo una serie di respirazioni atte a riprendere il possesso dei nostri arti, ci siamo messi in cerca di un migliore alloggio. Ed e’ proprio in questo nostro girovagare che incontriamo lei: IL FULCRO.

Dovete sapere che ogni luogo presenta un fulcro dalle sembianze umane, una guida tantrica, un centro in grado di reggere il tutto. Tramite il fulcro e’ possibile accedere ai piu’ segreti meandri del luogo che vi accingete a visitare. Questo e’ il motivo per cui le guide sono ontologicamente inutili. Infatti basterebbe una sola pagina, una sola riga, una sola frase: TROVATE IL FULCRO!

Il nostro fulcro era rappresentato da una signora di mezza eta’ decisamente in sovrappeso. La sua linea e’ stata sicuramente compromessa dal fatto di aver stanziato per lustri e lustri sotto il porticato di un ristorante fingendo di gestirlo, dissimulando cosi’ la sua identita’ di fulcro. Una volta avuto accesso all’oracolo tutto si e’ risolto in una manciata di minuti. Un vortice: l’oracolo dapprima raccoglie sommarie informazioni circa la natura dei nostri bisogni sino ad allora negati. Poi si e’ trasformata. Rivedo la scena rallentata, fotogramma per fotogramma: la signora si alza con una rapidita’ incredibile. Sprizza grazia e leggerezza ad ogni movimento. Grida ordini, fischia, lancia sguardi severi verso comuni astanti che attivati dall’oracolo prendono possesso delle loro postazioni. Tutto rotea intorno a lei e noi rimaniamo abbagliati dalla sfera di luce che la circonda. D’un tratto nella sua mano appare un telefono. In cinque minuti avevamo la possibilita’ di scegliere tra 6 differenti alloggi, cibo, vestiti, amici nuovi ed eventualmente particolari. Declinando le offerte che il nostro ascetismo ci impediva di prendere in considerazione, ci troviamo in una confortevolissima magione.

L’isola presenta quattro spiagge meravigliose: Tsiguri, Livadi, Almiros e Aligaria. Le ultime due sono veramente incredibili: sebbene la guida meno apprezzata della storia cerchi di impedire al viaggiatore di visitarle – utilizzando il vecchio trucco dell’assenza di cibo ed acqua, cosa peraltro affatto vera – vale sicuramente la pena affrontare qualche centinaia di metri pedestri per visitarle. Il Mare e la spiaggia sono un unico orizzonte di senso, perfetto ed equilibrato. Non manca nulla: pietra focaia per tentare di bruciare i peli del braccio del compagno Mu, ciottoli piatti da lanciare per gareggiare al “rimbalzello” (arte di cui il subcom Lambda e’ il chierico internazionalmente riconosciuto) e quant’altro.

Cio’ detto domani salpiamo per lidi sconosciuti e ovviamente non mancheremo di fornirvi di dettagliate notizie. Nano nano

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