Nostos
Agosto 27, 2007 at 4:04 pm | In lamda | Leave a CommentLamda: Uscire dalla Grecia per tornare in Italia dà una sensazione certamente non piacevole. E’ come se a un santo, residente stabile da millenni del Paradiso, a un certo punto il Padreterno dicesse che merita di retrocedere in Purgatorio. Oppure come se un indultato della legge Mastella fosse rimesso in galera dal neoministro Marco Travaglio.
Di punto in bianco non più spiagge, spiaggette, traghetti, nescafefrappè e rakomelo, ma il torrido e buio aeroporto di Fiumicino. La parlata romana, il caos di macchine e suv, gli editoriali di Ichino sui fannulloni. Un incubo.
Ma nei giorni del viaggio di ritorno (sono stati ben due, e pieni: dal sabato mattina Amorgos–> Naxos in traghetto fino al definitivo volo Budapest–> Roma, passando per un pomeriggio a Naxos, una nottata in un altro traghetto in direzione Atene, vari autobus e un volo da Atene a Budapest) era la Grecia che pareva un incubo. Tutte le tv sembravano la CNN l’11 settembre 2001, con gli anchorman in un angoletto e le immagini dei fuochi da vari paesi della Grecia. Alle cinque del pomeriggio di sabato, a Naxos, il presidente postfascista Karamanli ha fatto un discorso alla nazione. Ovviamente ci abbiamo capito poco o nulla. Pare abbia adombrato un complotto del Mossad o dell’ex Kgb con l’ovvia complicità di Al Quaeda.
Il giorno dopo, domenica, ad Atene, pioveva cenere. Per il resto tutto tranquillo: poliziotti ad ogni angolo di strada. Ma abbiamo visto “solo” l’arresto di due migranti colpevoli di vendere borse contraffatte al mercato delle pulci. Niente piromani. I giornali greci di domenica titolavano “L’11 settembre greco”.
Amorgos e un’isola perfetta. Grande, ma non troppo. Turistica, ma non eccessivamente. Il mare è davvero blu (non a caso è lì che Luc Besson ha girato Le grand Bleu. L’entroterra è montuosissimo e ventosissimo. Girarlo coi motorini è un continuo esercizio contro la morte. Il precipizio fa paura e al contempo dona al mare sottostante un aspetto eccezionale e gli dà quel colore incredibile. Xora, la città principale, arroccata nel punto più ventoso della galassia, è deliziosa. Il dedalo di vicoletti fra case bianche esprime una tranquillità e una pace che fanno venire voglia di mettere mano alla carta di credito, comprare una casetta e stabilirsi là per sempre. Purtroppo ci siamo limitati a una cena e un aperitivo (la Sokolatopita meritava, davvero).
Amorgos ha conquistato il mio cuore: dal ristorantino di Potamos (Kamara) fino alla spiaggia dei fricchettoni di Egiali. Ma ora sono a Roma e tutto questo non ha più senso.
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