Nostos

Agosto 27, 2007 at 4:04 pm | In lamda | Leave a Comment

Lamda: Uscire dalla Grecia per tornare in Italia dà una sensazione certamente non piacevole. E’ come se a un santo, residente stabile da millenni del Paradiso, a un certo punto il Padreterno dicesse che merita di retrocedere in Purgatorio. Oppure come se un indultato della legge Mastella fosse rimesso in galera dal neoministro Marco Travaglio.

Di punto in bianco non più spiagge, spiaggette, traghetti, nescafefrappè e rakomelo, ma il torrido e buio aeroporto di Fiumicino. La parlata romana, il caos di macchine e suv, gli editoriali di Ichino sui fannulloni. Un incubo.
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Le opere e i giorni

Agosto 21, 2007 at 9:15 pm | In lamda | 2 Comments

Lamda: Lo Skopelitis e’ una metafora della vita.
Lo Skopelitis e’ un traghetto che fa avanti e indietro, in estate tutti i giorni, in inverno probabilmente piu’ di rado, tra Naxos ed Amorgos, passando per le cosiddette “piccole cicladi”: Donoussa, Skinoussa, Koufonissia e Iraklia. Qualche buontempone di origine italica considera “isola” anche uno dei tanti scogli che si possono raggiungere a nuoto da queste piccole meraviglie dell’Egeo (scoglio chiamato Kato Koufonissi). Oggi anche un paio di esperte turiste milanesi ce lo ha confermato: solo dei fricchettoni inveterati possono considerare Kato Koufonissi un’isola. Koufonissia quella vera (Pano Koufonissi) e’ oggettivamente piu’ bella. L’abbiamo vista, oggi, dallo Skopelitis. Questo traghetto ha pochi ed essenziali elementi di base: una scritta sulla fiancata che recita “Small Cyclades”, un tipo all’entrata che si occupa di strappare i biglietti, un altro che sgrida i turisti con i bagagli piu’ grandi e poi si piazza al bar a confezionare degli zozzissimi nescafe’ frappe’ all’acqua marina.
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Fordismo e postfordismo

Agosto 21, 2007 at 12:22 am | In lamda | 1 Comment

Lambda: Se Naxos e’ l’isola che simboleggia il fordismo, la grandeur, il capitalismo della fabbrica, con i suoi centomila noleggiatori di motorini in serie, il massiccio servizio quotidiano di navi e navette, il suo internet point con annessi biliardi e altri giochi da Mecca del Denaro, Skinoussa rappresenta, all’opposto, l’isola postfordista. Skinoussa ha pochi servizi, flessibili, centrati per i turisti. Non c’e’ niente di piu’ ne’ niente di meno di quanto serva. Tre minimarket, tre bar (vedi Wu Ming 2, “La legge dei tre bar”, in Guerra agli umani, Einaudi), un bancomat, un noleggio motorini.
I lavoratori dell’isola, quasi tutti molto piu’ che minorenni, sono impiegati di mattina al minimarket, il pomeriggio vanno al mare e la sera noleggiano motorini. Oppure si svegliano, vanno a farsi un tuffo, poi servono al ristorante della spiaggia, quindi risalgono al paese a vendere biglietti dei traghetti e finiscono la serata a farsi un biccherino di rakimelo (una grappa al miele che va’ di moda da queste parti e da cui dipende interamente la parte creativa di questo post).
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Labirintite

Agosto 15, 2007 at 10:25 pm | In lamda | Leave a Comment

Lamda: Philip Marlowe, se li avesse visti, avrebbe messo mano alla pistola. Mi riferisco a quei “motorini” con 4 ruote che vanno per la maggiore da queste parti, almeno qui a Naxos. Si tratta di piccole macchinette, un incrocio tra un triciclo e un motore da barca. Si guidano con le mani, nel senso che non prevedono l’utilizzo dei piedi per accelerare e una sola leva per accelerare.
Fatto sta che noi ne abbiamo preso uno. Per provare l’ebbrezza della novita’ o chissa’ perche’. Pur lasciando perdere il modello SUV (quello con una pompa di benzina a mo’ di bauletto) abbiamo preso un dignitoso 150 blu. Il giorno dopo era di nuovo dal noleggiatore, cambiato per un ottimo Liberty della Piaggio, che assieme al People della Kimko fa un figurone.
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So lonely

Agosto 14, 2007 at 9:37 pm | In lamda | Leave a Comment

Lamda (aka “the mind”): ricominciare dalla grecia? ma se sono ottocentotreanni che vengo in grecia! comunque e’ un buon inizio perdere i bagagli in ungheria. Piaccia o non piaccia questo e’ viaggiare come tricicladi: in tre per le isole cicladi.
L’arrivo ad atene e’ stato dei migliori. Un ottimo aeroporto deserto, dopo pochi minuti persino i napoletani tamarri avevano ricevuto i loro bagagli mentre noi eravamo soli, senza zaini e trolley. Noi tre e due hostess dell’aeroporto. “It’s not our fault, it’s alitalia” “Yes we know but we want our bags”. Conversazione amena ma serrata che si e’ conclusa con un “s’arisentimo” e un “vaffanculo”. Poi tutto liscio: viaggiare senza bagagli, senza mutande, senza magliette, senza un cazzo e’ molto facile. Salvo il fatto che alle 5 del mattino ci siamo ritrovati semidormienti cantando canzoni partigiane declinate in favore di una delle piu’ note aziende di consulenza su un tavolaccio del Pireo, attendendo l’apertura delle biglietterie per i traghetti.
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